Chengdu Friends House Experience.

Dopo due giorni spesi nelle cuccette dei treni cinesi, approdiamo a Chengdu, la terra dei meravigliosi panda e dei piatti super piccanti. Ad accoglierci in questa località circondata da montagne sono Josh e John una giovane coppia cinese.
 

Vivono in questo vivace quartiere di Chengdu tra asili e chioschetti, dove simpatici vecchietti vendono le loro prelibatezze culinarie; la loro casa è una piccola tana, un antro dove rilassarti, un ritrovo per persone che vogliono imparare l’inglese, conoscersi e scambiarsi reciprocamente esperienze magari riguardanti posti differenti. 
 

John e Josh, infatti, insegnano inglese e nel 2012 insieme hanno aperto questo posto facendolo crescere costantemente tra sforzi e sacrifici. È accogliente e rassicurante, le pareti colorate donano un’aria familiare, le molteplici chitarre fanno capolino sulle pareti insieme a libri, guide turistiche gift da parte di differenti viaggiatori.
 

Se non possono viaggiare fanno entrare il mondo da loro creando una bellissima comunità di amici! Non a caso l’hanno soprannominata Friend’s House, prendendo spunto dal noto telefilm americano Friends.

Ci mostrano il loro programma che si suddivide tra lezioni durante la settimana dicendoci anche che ogni venerdì tengono un meet up dove studenti del corso, amici e amici di amici si incontrano per mettere in pratica il loro inglese abbattendo così il muro della vergogna, confrontandosi e conoscendo nuove persone che hanno qualcosa da raccontare su loro stessi.


E così accade: in una decina di minuti ci circondiamo da ragazzi/e di tutte le età con occhi curiosi e attenti. Una breve introduzione grazie alla nostra host Josh e il gioco è fatto. Ognuno di noi si mescola entrando a far parte di un nuovo gruppo di amici da conoscere. ‘Chi sei, da dove vieni, i tuoi sogni, perché stai imparando l’inglese’ sono alcune delle domande poste tra risate ed imbarazzo. Dopo all’incirca mezz’ora torniamo ai posti di prima, il nostro momento è arrivato: parlare del nostro progetto!
L’imbarazzo è tanto, siamo un po’ impreparati, d’altronde non abbiamo mai parlato in pubblico e soprattutto in inglese! L’adrenalina è a mille e dopo aver introdotto brevemente chi siamo, iniziamo a illustrare il nostro progetto tramite le fotografie e i video raccolti da settembre a oggi.

 

Succede qualcosa d’indescrivibile che non potevamo prevedere: i loro volti incuriositi ed entusiasti non smettono di guardarci rapiti dalle foto e le domande iniziano a sorgere, una dopo l’altra. ‘Come facevate senza energia elettrica? E i soldi? Non avevate paura? Cosa vi porta a farlo?’
 

Appuriamo che è impossibile rispondere in maniera esaustiva a tutti ma è oltremodo interessante provarci e scherzarci insieme. È bello vedere come le barriere linguistiche e le culture differenti non sono un ostacolo alla comunicazione e alla conoscenza ma sono un modo per abbracciare differenti stili di vita, di pensiero, creando un mondo più aperto e libero, pronto a mettersi in gioco.

Josh ci ricorda che l’incontro è terminato, non ci rendiamo neanche conto che le ore sono volate e molti devono andare via. Molti di loro, invece, rimangono con noi a tempestarci di domande e condividendo passioni, sogni e idee di vita. Una coppia di ragazzi, Danny (fotografa) e Eddie (disegnatore di manga e chitarrista) ci deliziano con una piccola jam session regalandoci un momento rilassante ed energico.

 

Essendo tanti i partecipanti di questa piccola e accogliente casa, le cose da fare sono molteplici e spaziano da un genere all’altro.

C’è Danny che fa la fotografa freelance, ci racconta con interesse i suoi ideali, i suoi sogni, la voglia di mettersi in gioco e di esplorare il mondo senza paura e timore, sentimenti allo stesso tempo presenti dentro di lei. E’ brillante e creativa, con un solo specchio in una desolata e abbandonata pista d’atterraggio di aeroplani, scatta compulsivamente foto su foto a me, Matteo e a Stas.  

Danny all'opera con un suo progetto fotografico.

C’è John, che oltre a tenere lezioni d’inglese, si diletta in scherma e arti marziali: riesce a sfruttare un’altra piccola area sul tetto di un palazzo, appartenente sempre a lui e a Josh, dove ci si può allenare in tranquillità tra scherzi e allegria.

 

Ovviamente Matteo e Stas, il ragazzo che abbiamo conosciuto grazie a Couchsurfing, non perdono tempo e con un forte entusiasmo si accingono curiosi a capire come funzionano questi sport, queste pratiche differenti ma simili tra di loro, antiche e tradizionali.  Soprattutto Stas ci tiene a perfezionare la sua tecnica.

Stas è un ragazzo metà russo metà finlandese e viaggia solo grazie all’autostop. Si muove da un posto all’altro all’insegna dell’avventura entrando a contatto con le persone. È intelligente, solitario e mite. Pratica da anni Kung fu e Tai Chi e grazie a questo, riesce a trovare saltuariamente lavori come insegnante.

 

Durante l’allenamento usano bastoni di gomma proprio perché si è senza protezioni.

I bastoni possono variare per lunghezza, diametro, forma, materiale, peso ed estetica.

 

Osservando il combattimento, si nota l’eleganza tradizionale nei movimenti piuttosto che all’efficacia istantanea.

Il tetto è adibito inoltre ad area relax dove potersi rilassare, condividere piacevoli momenti con gli amici organizzando incontri serali, pre e post cena o addirittura proiettare film ma questo solo durante le calde giornate estive.

 

Un'altra tipologia di sport praticata di tanto in tanto all’interno della Friends House, più olistica e spirituale è lo Yoga: un facile sistema di esercizi fisici, mentali e respiratori; una forma di autodisciplina che punta alla resistenza e forza con una mente lucida e vigile. La sua pratica costante migliora considerevolmente le funzionalità del sistema nervoso e dell’apparato circolatorio, respiratorio, digerente e riproduttivo rinvigorendo il corpo e donando una forma di vitalità, sana e naturale.

 

Movimenti lenti abbinati alla respirazione che ti permettono di entrare in uno stato di completa tranquillità, risvegliando la consapevolezza in noi stessi, dal momento che il sole, secondo la tradizione induista, simboleggia la Coscienza Cosmica o, detto in altri termini, la nostra vera natura.

 

La lezione è interessante: le 12 asana del saluto al sole sono sincronizzate secondo un particolare e specifico schema respiratorio in modo tale che posizioni e respiro diventino complementari. Si inspira durante i piegamento all’indietro, che provocano una naturale espansione del torace, e si espira durante i piegamenti in avanti, associati alla compressione del torace e dell’addome. Durante tre delle dodici asana invece si trattiene il respiro. Non sempre è facile mantenere l’equilibrio tra corpo e mente, tra respiri profondi e posizioni mostrate una dopo l’altra dalla nostra insegnante, una giovanissima ragazza cinese, ripetiamo la Surya Namaskara, ovvero il saluto al sole, più volte arrivando al termine della lezione un po’ provati ma totalmente rilassati.

È meraviglioso vedere come certe situazioni si creino dal nulla, accomunate solo da energia e casualità, legati da un filo indivisibile e impercettibile. Ci rendiamo conto sempre di più che se ci credi realmente nei tuoi sogni, non puoi che inciampare in molteplici percorsi di persone affini a te e al tuo stile di vita.
 

Non importa se non sai la lingua o non sai come esprimerti, esiste un linguaggio differente che va aldilà di tutto, che si innesca automaticamente quando incorri in questo tipo di situazioni: è il linguaggio dell’anima, il più autentico e il più forte di tutti.

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