Ipoh, capitale malese del nord di Perak, una delle più grandi ricchezze dell’impero Malesiano. I palazzi coloniali si contrappongono di continuo alle botteghe in rovina trasudando momenti storici e gloriosi risalenti alla Malesia britannica.

Ipoh è una destinazione dove ci si può rilassare e godere di scene artistiche e culturali, soprattutto in un vicolo dove permane la giustapposizione tra vecchio e nuovo: Kong Heng Square.

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Il cuore pulsante dell’arte e della creatività risiede tra queste mura rovinate, tra barbieri indiani, chioschi ricolmi di bracciali e collane colorate e negozi d’abbigliamento dal fascino nostalgico, retrò e vintage.

 

E poi c’è lei: Perak Wong.

Perak è una ragazza di 29 anni di Taiwan. All’età di 21 anni tra le pause dall’università, inizia a studiare l’arte dello “knife massage” ovvero massaggiare il corpo mediante l’utilizzo di due coltelli.

“Il ‘knife massage’ può aiutare le persone a sentirsi in buona salute” spiega Perak. “Tutt’oggi molte persone soffrono di stress causato dallo stile di vita molto frenetico. Cerco, tramite il massaggio, di aiutare la persona a conoscere e a prendersi cura del corpo così da prevenire malattie. Sono tornata ad Ipoh per promuovere questa pratica che arriva da Taiwan e spero con tutta me stessa che possa aiutare a diminuire le malattie.”

 

Difatti questa terapia tradizionale viene usata dai monaci buddisti per curare le persone affette da malattie come dolori muscolari, problemi ai reni, diabete e disturbi della pelle da almeno 2500 anni ed è originaria dalla Cina. In seguito si diffonde in Giappone e Taiwan.

Chiamata anche Dao Liao, questa pratica comporta l’utilizzo di due coltelli dalla lama d’acciaio in un colpo solo. Il coltello viene smussato su una pietra bagnata per poi strofinare lo iodio su tutta la lama.

Coloro che eseguono questa tecnica, spiega Perak, subiscono anni di formazione ed esperienza prima di mettere in pratica gli insegnamenti sulle persone. Il coltello può bilanciare l’energia ma sta all’insegnante, a chi manipola i coltelli, a canalizzare l’energia e a trasmettere le giuste sensazioni di sollievo al cliente. Ovviamente, i coltelli avendo le punte smussate, non causano dolori ne lesioni anzi i benefici che si possono trarre sono tantissimi. La lama pesante può raggiungere più in profondità delle dita rimuovendo così “l’energia negativa” dal corpo.

 

Dopo avermi coperta con un lenzuolo, Perak con un coltello per mano, inizia a battere punti di pressione in tutto il mio corpo con una serie metodica di colpi rigorosi e costanti, fatti a cadenze regolari stimolandomi la circolazione e donandomi un’immediata sensazione di benessere.

Difatti la serie di colpi allenta la tensione sulle mie spalle, dove Perak sorridendo mi dice che è la parte più annodata, mi sa a causa dello zaino trasportato di volta in volta.

Sulla schiena non vedo le lame ma posso sentire i coltelli portarsi alle mie estremità, arrivando a colpire delicatamente le braccia.

L’ultima fase dei colpi è stata del tutto inaspettata in quanto Perak inizia a colpirmi delicatamente la testa e io non me ne accorgo minimamente.

Il trasferimento di energia da insegnante a paziente è immediato. Lo avverto sul mio corpo in quanto, una volta tornata in piedi e riaprendo gli occhi, percepisco leggerezza e relax.

“E’ importante avere un campo energetico positivo e mangiare vegetariano. Come dice la mia insegnante taiwanese, aiuta a mantenere pulito il corpo, a bilanciare l’energia e i chakra” conclude Perak.

 

E’ sorprendente conoscere e assistere a pratiche cosi antiche, utilizzate per millenni da monaci e monache e vederle perpetuare ancora ai giorni nostri.

Soprattutto è importante giungere alla consapevolezza che la mente e il corpo procedono di pari passo, senza salti o strappi, e che il benessere dell’uno implica necessariamente la quiete dell’altra.

 

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