Shanty Town: Felicità tra legno e lamiere.

Quando arrivi a Phnom Penh le prime cose che saltano all’occhio sono eleganza e bellezza. Una perfetta armonia che aleggia tra le strade pulite, i parchi tenuti ordinatamente e con addobbi luminosi pure sugli alberi. Questa piccola capitale cambogiana riversata sul fiume Mekong è lontana anni luce dalle altre caotiche capitali asiatiche. L’atmosfera è tranquilla e rilassata, i bistrot caratterizzano le vie, lascito dal dominio coloniale francese. Tuttavia non è tutto oro ciò che luccica.

 

 

Incastonati tra le case di mattoni e cemento, dove l’occhio umano non presterebbe la minima attenzione, ci sono questi cunicoli che si diramano tra legno e lamiere dando un vero accesso ad un’altra realtà: lo Shanty Town.

 

 

Lo slum di Boeung Trabek dove la raccolta dell’immondizia è la priorità. Un assemblamento di case composte da legno e lamiere trovano un incastro facile dando alla luce una vera e propria comunità di persone. E’ qui che prende piega l’intervento di Ermine Norodom.

Ermine, una brillante donna francese che ha lavorato a lungo nel campo della moda, ha avvertito la necessità di entrare in contatto con la comunità, partecipando e contribuendo attivamente, tra donazioni e non, in modo tale da focalizzare tutte le sue energie nella riuscita del potenziamento e del risanamento della vita delle persone che vivono all’interno creando e portando avanti oramai da 8 anni la sua NGO Shanti Town Spirit.

Ha avuto successo nel campo educativo e scolastico nei confronti dei bambini, aiutando le famiglie (circa 50) ad avere un giusto impiego retribuito in modo tale da permettere loro un sostegno reciproco. I bambini non sono più costretti a raccogliere rifiuti e quindi possono focalizzarsi su una prospettiva di un futuro migliore.

 

 

Km e km quadrati di legno e lamiere dove ci si aspetta mendicanti, spacciatori e invece no. Ad accoglierti è la Felicità. Un sentimento che contraddistingue gli abitanti di queste baracche. In alcuni anfratti, dove le baracche si incastrano l’una con l’altra, non riesci a trovare neanche la possibilità di creare un bagno e se c’è, tra i bidoni e i vestiti appesi sui cavi, è sempre condiviso da più famiglie. Al di sotto, al posto delle fondamenta che dovrebbero sostenere le abitazioni c’è solo spazzatura: cumuli e cumuli stratificati di plastica, lattine, cibo e vestiti che se rimossi farebbero crollare questo fragilissimo castello.

 

 

Durante questi anni c’è stato un notevole incremento delle nascite che ha permesso loro una buona continuazione di vita. Neonati a cui viene dato l’aiuto necessario quali lettini, coperte ma soprattutto latte e un’assistenza medicata adeguata.

Si vedono i bambini gironzolare allegramente comunicando spesso e volentieri in inglese, dimostrando così un piacevole interesse alla lingua e alla comunicazione con altre persone di culture differenti. Sono amichevoli, non ricorrono all’elemosina. Ti osservano con i loro occhioni grandi pieni di sogni e speranze, battendoti il cinque con la mano sull’uscio di casa. Si emozionano per delle magliette di seconda mano, gentilmente donate dalla stessa Ermine, che dopo averla ringraziata a mani giunte, le indossano orgogliosamente.

 

 

Una vita diversa da quella degli altri bambini: la povertà è parte integrante della loro vita ma se portano avanti i loro studi, oltre ad avere piccole gratificazioni per i buoni voti come paghette o uscite a prendere il gelato, possono credere in un futuro accademico e , quindi, una visione più positiva della vita.

Infatti, uno degli accordi previsti dalla NGO è che tutte le donazioni e quindi tutti i soldi che vengono impiegati per il sostentamento delle famiglie, vengano assicurati dal fatto che i neo-lavoratori stiano adempiendo al loro compito. Se si provvedere a cercare loro un impiego, una via alternativa alla raccolta dei rifiuti e dall’altra parte la persona aiutata si impegna a mantenerlo, ci sarà un piccolo contributo. Qualora non ci fosse questo risultato il sostentamento monetario cessa di esistere. Tutto ciò per fare comprendere che il risultato ottenuto non è regalato ma meritato, frutto esclusivamente dei loro sacrifici.

 

 

Riqualificare il Boeung Trabek Shanty Town in un posto pulito e al sicuro incoraggia le famiglie povere e i loro bambini a migliorare la qualità della loro vita ed è per questo motivo che non cessano di essere speranzosi, con la felicità e un barlume gioioso nei loro occhi.
 

 

Il progetto di Ermine trasmette e infonde speranza e positività in un futuro dove non per forza è la povertà a dover vincere.

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