Shanghai tra luci e sapori.

Dopo Pechino e Pingyao eccoci a Shanghai dopo almeno 20 ore di treno su sedili poco confortevoli ma accompagnati da un clima accogliente e amichevole.  Stesse emozioni che ritroviamo nei confronti dei nostri nuovi Host: Gary e Karla.

 

Dopo Qualche ora di sistemazione dei bagagli ci tuffiamo nel tran-tran cinese che caratterizza questa popolosa città.

La zona preferita per svagarsi si è rivelata essere casualmente People Square, dove grattacieli stupendi ti circondano quasi in un abbraccio, tutto tenuto in maniera ottimale. E’ qui che ci rivolgiamo per prendere il visto del Vietnam. Avendo constatato tutte le possibili opzioni e ovviamente quelle più abbordabili per il nostro budget e quindi relative al nostro progetto, abbiamo deciso di saltare il Tibet e di conseguenza l’India lasciandoli ad un secondo momento e continuare così il nostro viaggio via terra attraverso tutto il continente cinese per poi finire nel meraviglioso Vietnam.

 

Il tutto si rivela estremamente coinvolgente ed entusiasmante così da proseguire verso Helens, un pub dove con Gary, Karla e una loro amica trascorriamo la serata giocando a dadi e bevendo birra, il tutto gratis grazie ad applicazioni ed offerte da parte di promoter  che quando vengono a conoscenza che uno straniero vuole parteciparvi viene letteralmente coinvolto.

La calma regna sovrana e le numerose passeggiate nei parchi ci permettono di goderne al meglio. Veniamo subito catturati dalla musica proveniente da una piccola saletta. Li ritroviamo una ventina di ottantenni pimpanti e allegri intenti in una suonata orchestrale tra flauti e violini ed altri strumenti di bambù a noi sconosciuti. Gary e Karla ci spiegano come qui le persone anziane si ritrovino in piccole comunità dove, grazie ad attività artistiche, si possono esprimere. E’ fantastico vederli così armoniosamente insieme e, tra sorrisi e qualche parola in inglese, li lasciamo alla loro Jam Session continuando la nostra passeggiata nella natura.

Questo parco è immenso, regala incantevoli spot dove rilassarsi e occasionalmente fare pic-nic o incappare in un matrimonio! Ebbene si, le probabilità di finire ad un matrimonio cinese non sono tante: lo notiamo dallo sfarzo dei vestiti degli invitati e dei dettagli che caratterizzano questo matrimonio il tutto coronato da tanti palloncini colorati da liberare in aria al termine della cerimonia.

 

Passare da un esteso pratone a un laghetto con vista meravigliosa è così usuale da rimanerne incantati per ore purtroppo però dobbiamo proseguire la passeggiata lasciando questa incredibile oasi.

Ci dirigiamo verso il Pudong, un complesso scenico di grattacieli, tra spuntini occasionali e training sulla lingua cinese grazie a Gary. Gary, americano dalla nascita, vive qui in cina da tre anni insieme alla sua ragazza Karla. Col tempo ha imparato autonomamente il cinese facendosi strada nel mondo lavorativo come insegnante di musica e, come se fossimo suoi allievi ci ritroviamo a ripetere i numeri in cinese tra le risate generali ma comprensive del nostro pubblico.

 

Camminando ancora arriviamo finalmente al Pudong e grazie alla magia delle luci notturne esso ci regala un’immagine fantastica. I grattacieli si estendono lungo Huangpu River dove spiccano l’iconico Shanghai World Financial Centre e l’Oriental Pearl Tower, due bellissime e altissime costruzioni in Cina. Perdendoci tra questi palazzoni che ci fanno venire il torcicollo a furia di guardarli. Ci buttiamo in seguito in un piccolo ristorante dove ci rifocilliamo per bene tra mille piatti delizioni e super piccanti regalandoci al contempo una vista panoramica invidiabile. (il nome di questo delizioso posticino è South Memory).

Il mattino dopo veniamo svegliati da un matrimonio: eh si, un altro matrimonio, quello dei vicini! Matteo alla chitarra e Gary alla voce intonano Love me tender mentre cerco di catturare i momenti essenziali  con la macchina fotografica. Che esperienza vedere tutto il quartiere scendere ed accorrrere ad un evento così insolito ma splendido, tutti accalcati, pronti a sparare in aria le stelle filanti.

Il nostro giro si sposta successivamente verso Qibao che in cinese significa 7 tesori, la leggenda infatti narra di come questi 7 tesori siano nascosti nella zona. E’ un quartiere antico con un santuario davvero spirituale lontano da inquinamento e caos. La vecchia strada è strutturata in due sezioni, a sud e ad ovest.

 

La parte a sud è colma di ristoranti e chioschetti, un paradiso per gli amanti del cibo. Notiamo di come si mangi tutto, dalle frattaglie ai granchi, non si risparmiamo proprio niente. E tutto questo è circondato da giardini dove regna un perfetto equilibrio tra piante e animali, un posto magico, al di fuori del mondo e del tempo.

 

Vecchie baracche di articoli artigianali fanno capolino lungo la strada regalando lavori calligrafici e manifattura antica occupando tutto il lato ovest.

Il brio e l’energia che questa città ci ha trasmesso sono immensi. Descrivere Shangai non è facile, è in continua evoluzione e detiene il record di città più popolosa al mondo abitata da circa 30 milioni di abitanti. E’ famosa per la sua importante borsa, come sede di rappresentanza sull’oriente delle principali banche mondiali.

 

Le vie di Shangai sono un brulichio di vita, dove un traffico non sempre ordinato la rende simile a tutte le metropoli tuttavia la gente riesce a ritagliarsi comunque il suo spazio. Una metropoli caratterizzata da vita e architettura, da angoli silenziosi e meditativi ad angoli super frenetici, tra luci al neon e macchine sempre in movimento, da uomini d’affari a giovani con la testa affondata nello smartphone e viaggiatori come noi con la testa e il naso all’insù a guardare questi imponenti grattacieli toccando il cielo non sempre azzurro ma comunque emozionante.

Il Jingan Temple costruito durante il terzo regno con 1760 anni di storia alle spalle racchiude particolarità come il più grande tamburo racchiuso all’interno di un a torre, stanze su stanze dedicate a Buddha dove ogni anno un gran numero di Buddhisti si esibiscono per rendere omaggio ad Dharma.

 

Tutti i soldi vengono devoluti per la manutenzione del Tempio e  per il progetto futuro di costruire un Buddha gigante interamente d’oro.

Dopo aver assistito a tutto questo completamente gratis finiamo casualmente davanti al centro d’arte contemporanea di Shangai in allestimento. Veniamo invitati ad entrare così da poterlo perlustrare per bene. Artisti, collaboratori, quadri e fotografia regalano uno spettacolo artistico surreale e scenico.

Ci perdiamo continuamente tra le vie incappando così nel museo di storia della fotografia. Ogni minimo dettaglio è curato e si può ripercorrere facilmente la storia di come è nata la macchina fotografica, i progetti e gli assemblaggi e come di conseguenza si sia evoluta fino ad oggi. Non mancano poi le fotografie dei più grandi fotografi immortalate e appese sulle pareti.

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