Tra Shenzhen & Hong Kong.

Non ci faremo mai l’abitudine a viaggiare soprattutto se viaggi su treni locali, a basso costo, insieme ed ammassati come sardine con altre centinaia di persone con la quale ti stai apprestando a condividere il tuo metro quadrato per le prossime venti e passa ore.

 

Venditori ambulanti fanno puntualmente le vasche ogni tre ore nel corridoio del vagone tra uno sbadiglio e l’altro, poi c’è chi, senza posto, trova la sistemazione vicino al bagno o per terra o direttamente sulle valigie.

 

Lo scenario non è mai uguale e rimane decisamente il migliore mai visto, mai vissuto dove puoi catturare sorrisi  estranei o immaginare chissà quali storie anche sul tuo vicino o sulla coppia che vicino a te tra battaglie di sasso carta forbice è intenta a scambiarsi tenere effusioni quasi come se fossero chiusi in una bolla lontano da tutti.

 

Non ci si annoia mai e così il tempo scorre ancora una volta troppo velocemente così da portarci alla prossima tappa: Shenzhen.

 

Essa è una “piccola”, per modo di dire, cittadina vicino ad Hong Kong dove generalmente viene usata come punto di appoggio per lavoratori o studenti che fanno i pendolari come la nostra host Gayathri!

 

Per gli amici Gaya, è nata e cresciuta in Mumbai e ora si ritrova a fare la ricercatrice/insegnante presso l’università locale facendo la spola, su richiesta dell’università, tra Pechino, Shanghai, Hong Kong e non solo.

 

E’ simpatica, intelligente, dinamica ed energica! L’entusiasmo non le manca mai e quando ci sente parlare di esperienze legati a viaggi avventurosi esplode in un’euforia travolgente tale da raccontarci aneddoti su aneddoti tra una risata e l’altra.

Le condivisioni reciproche ci portano a farci consigliare differenti località da vedere main streem, il tutto davanti ad una ciotola di cetrioli in agrodolce e buonissimi, fumanti dumplings, i tipici ravioli cinesi.

 

Non c’è un posto che non conosca dove non ci sia del buon cibo, ottima caratteristica!

 

Accompagnati da grosse risate circa le avventure che abbiamo passato tra un paese e l’altro facciamo ritorno a casa sua dove ci offre una buona tazza di chai the,  il the tipico indiano, amorevolmente preparato da lei stessa e riportandoci alla mente i sapori forti e i ricordi che ci legano all’India.

Il giorno dopo ci dirigiamo verso Danfen Village, consigliati da Gaya.Usciti dalla metro e percorsi neanche un centinaio di metri eccoci piombare in questo piccolo e colorato quartiere.

 

Un gran numero di dipinti ad olio fanno capolino appesi dal pavimento al soffitto in tutti i piccoli negozi dislocati lungo i vicoli.

Gli artisti sono tanti, spuntano ad ogni angolo e i loro dipinti sono eccezionali.

Dafen, infatti, è il più grande produttore di dipinti ad olio del mondo ed ospita migliaia di artisti che dipingono e vendono copie di celebri opere d’arte a buon mercato. Non è affollato anzi la tranquillità regna sovrana, trascorrendo così la giornata piacevolmente tra un chioschetto di noodles e un museo da perlustrare, completamente gratuito. (Linea Longgang uscita A1 fermata Dafen, 10 minuti a piedi dopo aver superato il Walmart)

 

Conclusa la giornata con tanta felicità e spensieratezza andiamo a dormire sapendo che ci saranno altre emozioni da vivere ed altrettante esperienze da condividere. Dhanyavaad Gaya!

Non sapevamo cosa aspettarci da Hong Kong appunto non avendo programmato niente soprattutto se si ha solo una giornata a disposizione. Cosa puoi fare ad HK con un budget limitato ed una sola giornata a disposizione?

 

Primo, se ti trovi come noi allo scadere del primo mese in Cina, HK è il punto più logico per rinnovare il visto in quanto, da Shenzhen, con la comodissima metro (con la applicazione è ancora più facile: MTR) arrivi al confine ed in due orette comode riesci ad attraversare il confine.

Dopo averlo superato insieme alla fiumara di gente ci dirigiamo verso la nostra prima tappa: Tai – O, situata nell’isola di Launtau.

 

Con due metro in direzione Tung-Chung ed un bus (il numero 11) sino a Tai-O, in circa 90 minuti, raggiungiamo l’ultimo villaggio di pescatori Tanka.

Le case della comunità dei Tanka, costruite e abitate qui da generazioni sono caratterizzate da vicoli che si snodano tra le palafitte; il mercato del pesce da quel segno in più che contraddistingue questo antico villaggio.

 

La quiete aleggia sul villaggio e la pioggia dona un non so che di nostalgico caratterizzando ancora di più il posto. 

Purtroppo la pioggia si tramuta in diluvio universale quindi armati di mantelline ci dirigiamo verso il nostro secondo posto da visitare, il quartiere Quarry Bay.

 

Lo spettacolo che si presenta è qualcosa di indescrivibile: enormi e altissimi grattacieli attaccati l’uno all’altro ti avvolgono in un abbraccio fatto di mura di cemento, finestre e odori provenienti dagli street-market limitrofi, un luogo surreale, da film.

 

Purtroppo il tempo qui sta per scadere, il treno per Chengdu ci aspetta ma di una cosa siamo certi.. Hong Kong non  è finita qui! Torneremo a visitarti meglio e con più calma.. questo non è un addio, è solo un arrivederci!

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