Varsavia.

Dopo estenuanti ore passate in bus ce l'abbiamo fatta. Ore 22.00 locali del giorno 4 settembre 2017 siamo giunti a Varsavia, dove ci siamo diretti verso casa del nostro Host, Milo.

 

Peccato per la pioggia che ci ha costretto a rintanarci sotto un'arcata dove, indolenziti dagli zaini, ci siamo accampati. Ecco giungere Milo, un ragazzo polacco di 23 anni che studia e fa il traduttore presso la sua università.

 

Ci invita nel suo appartamento mostrandoci il divano dove dormire e offrendoci un thè. Grazie alla pioggerellina riusciamo subito ad addormentarci pronti per affrontare l'indomani. La mattinata la trascorriamo davanti ad una classica colazione all'italiana dove, ancora un po’ stropicciati dal sonno, scambiamo idee, sogni, aspirazioni e stili di vita.

 

Milo è simpatico e amichevole, ci perdiamo in chiacchiere e divertenti battute riguardanti la sua vita ma ci dice che ha del lavoro arretrato e quindi lo lasciamo lavorare per intraprendere, così, il nostro momento di curiosità verso Varsavia.

Ci dedichiamo al quartiere antico che con i suoi borghetti e le luci soffuse ci fa incantare. Questo quartiere appartiene al centro storico di Varsavia che è stato inserito nel 1980 tra i patrimoni dell'umanità dall'UNESCO.

 

​Inizialmente si trattava di un abitato con case per lo più in legno sostituite in seguito in mattoni. L'abitato era collegato da una strada che portava al castello e quest'area fu occupata dalle classi sociali più basse nel XIX secolo.

 

Purtroppo l'avvenire della Prima Guerra Mondiale e in seguito dell'invasione nazista, il distretto fu raso al suolo e venne ricostruito in seguito utilizzando il più possibile materiali originali con riferimenti a quadri e disegni degli studenti di architettura.

 

Al di fuori del quartiere antico si trova la parte nuova, dove insieme a Milo e ad una sua amica abbiamo potuto apprezzare per la prima volta dei piatti tipici polacchi (al modico prezzo di 2,50 € in tutto).

Finito di pranzare ci siamo diretti verso il museo Nazionale di Varsavia che, casualmente, quel giorno era gratuito. Il museo racchiude opere d’arte polacche ed europee di un po’ tutte le epoche. Purtroppo alcune aree erano chiuse per lavori in corso però noi siamo stati già fortunati ad avere Milo come guida personale.

 

Abbiamo trovato le rappresentazioni delle figure cattoliche molto interessanti poiché molte di esse non erano esclusivamente dipinte ma venivano rappresentate anche sotto forma di scultura.

 

Il pomeriggio si è concluso bevendo un caffè nella casa di Milo che si trova proprio in pieno centro storico, di fronte alla cattedrale. Qui abbiamo potuto immergerci, anche se per poco tempo, nella sua routine quotidiana venendo a conoscenza degli aspetti della vita polacca.

 

Pur avendo goduto soltanto per un giorno questa città ne siamo rimasti colpiti per via della gentilezza spontanea da parte dei polacchi, dell’antichità racchiusa anche nei singoli dettagli delle case e dell’impatto moderno che non ha rovinato la località ma l’ha personalizzata. Sicuramente vi faremo ritorno per dedicarvi più tempo.

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